• 28 Nov 2020

Malasanità in Campania. Pierluigi Franco (Ugl Medici): Non c'è più tempo

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Malasanità in Campania. Pierluigi Franco (Ugl Medici): Non c'è più tempo

Comunicato stampa 5/12/2018

Il Ministero ha recentemente presentato una nota di critica al Piano Ospedaliero Regionale della Campania relativa al numero troppo esiguo di Dipartimenti di emergenza e accettazione (Dea) di primo livello, chiedendo di aumentare gli attuali 9 a 19.
Viene motivata tale richiesta con la necessità di non ingolfare i Dea di II livello, come il Cardarelli, che rappresenterebbero il terminale ultimo della rete dell'emergenza urgenza e dovrebbero essere poco utilizzati in prima battuta per patologie di media gravità.
Il recente servizio di denuncia della malasanità campana, andato in onda durante il programma “Le Iene”, stigmatizza invece chiaramente una situazione opposta per la città di Napoli, potenzialmente esplosiva. Il servizio ha raccolto infatti la testimonianza di un impiegato dell'Asl Napoli 1 Centro, il cui compito dovrebbe essere quello di vigilare sulle condizioni igieniche e di sicurezza degli ospedali, ma a cui viene chiesto di fatto di non svolgere alcuna ispezione, il tutto a danno dei pazienti.
Gli unici due Dea di I livello sono il S. Giovanni Bosco ed il S. Paolo: il primo ha subito la perdita o il ridimensionamento (a favore dell’apertura dell'Ospedale del Mare) di divisioni e servizi di alta specialità e fama quali la Otorinolaringoiatria, la Ematologia, la Medicina Trasfusionale, la Chirurgia vascolare e la Ortopedia, che tanto hanno prodotto in termini di salute pubblica.
Gli interventi di manutenzione edilizia (si ricordi il caso delle formiche al S. Giovanni Bosco) si sono limitati a pochi casi urgenti visto il dispendio straordinario di risorse necessario alla finale apertura dell'Ospedale del Mare, oltre che dall'incapacità di spendere tutti i fondi europei stanziati per l'edilizia sanitaria.
Edilizia a cui si è definitivamente rinunciato per l'ospedale S. Paolo, con l’ammissione dei costi troppo elevati per conformare la struttura alle norme antisismiche (in terra di bradisismo e rischio vulcanico elevato!) e con la decisione di avviare i lavori di costruzione di un nuovo ospedale nella stessa zona.
Il personale medico del S. Paolo ha visto un crescente depauperamento e un’insufficiente reintegrazione, sia per il blocco del turnover, sia per le necessità dell'Ospedale del Mare.
In Campania sono già stati chiusi fin troppi ospedali, ci dice il Ministero, noi aggiungiamo che ci si sta preparando a chiuderne altri, e questo non sarà più tollerabile. L'ultima chance  possibile in relazione agli ultimi avvenimenti è lo scorporo immediato dell' Ospedale del Mare dalla Asl Uno e la concentrazione di tutte le forze residue dell'ASL su quattro dei cinque Ospedali.

Non c’è più tempo.

Dott. Pierluigi Franco, Segretario Nazionale UGL Medici

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