• 28 Sep 2020

Costi elevati e lunghe liste di attesa. Ugl Medici: occorre riforma della Legge Bindi

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19

Oct

Costi elevati e lunghe liste di attesa. Ugl Medici: occorre riforma della Legge Bindi

Il report dell'Osservatorio civico sul federalismo in Sanità di Cittadinanzattiva parla chiaro: più di 11 milioni di italiani rinunciano o ritardano nel sottoporsi a prestazione mediche. E la causa sono i tempi di attesa troppo lunghi. Un dato che riguarda soprattutto le regioni del Centro e Sud Italia e per gli anziani sopra i 65 anni. Sono invece  6,2 milioni i cittadini che dichiarano di aver rinunciato a una prestazione per motivi economici, soprattutto nelle regioni insulari e per le fasce di reddito più basse.

Il rapporto rivela anche che i tempi d'accesso tra pubblico e intramoenia sono davvero distanti: in Campania per una visita oculistica nel pubblico si attendono oltre i 100 giorni, quando nel canale intramurario la stessa prestazione è erogata entro 5 giorni; per una colonscopia nel Lazio si attendono 175 giorni, mentre in intramoenia soltanto 6 giorni; e ancora in Lombardia occorrono 98 giorni per un ecodoppler venoso nel pubblico e 4 giorni in intramoenia; in Veneto per un ecocardiografia l'attesa nel pubblico è di 95 giorni, mentre in intramoenia ci vuole appena una settimana.

Quanto alle liste d'attesa, in ambito oncologico per un intervento per tumore al polmone si attendono circa 13 giorni in Basilicata e Valle d'Aosta, oltre 43 in Veneto e addirittura 61 giorni in Calabria. Per un intervento di tumore al seno i tempi migliori si registrano nella Provincia autonoma di Bolzano (16 giorni) mentre i tempi più lunghi sono in Valle d'Aosta (52).

“Queste cifre, indegne per una democrazia avanzata che si è sempre fregiata della qualità e della universalità del suo welfare sanitario, sono purtroppo destinate ad aumentare” dichiara il Segretario Nazionale Ugl Medici Pierluigi Franco. “La diffusione a macchia di leopardo  dei problemi, Regione per Regione, dipende dalla autonomia in materia che godono le regioni dopo la scellerata  riforma del titolo V”.

“Troppe Regioni – prosegue il Segretario - sono ancora in piano di rientro dal deficit senza chiarezza sui tempi di durata dello stesso. Le differenze tra tempi di erogazione delle prestazioni in regime ordinario e quelle in intramoenia sono il risultato della applicazione pratica della legge Bindi che ha mortificato e svilito il nobile mestiere del medico. Attenti pertanto a continuare, sulla linea dei presupposti ideologici che hanno nutrito quella legge, a colpevolizzare la figura del Medico come responsabile di tali storture. Il livello di compenso economico dei Medici italiani è infatti di molto inferiore a quello degli altri paesi civili, intramoenia compresa”.

Secondo il Dott. Franco, “Una nuova stagione politica per la Sanità italiana che preveda anche la completa rivisitazione della legge Bindi, fallimentare nelle sue applicazioni pratiche, sarebbe auspicabile”.

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