• 14 Dec 2019

I Numeri del Cancro in Italia 2018. Male al Sud. Ugl medici: urgono interventi di politica sanitaria

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Sep

I Numeri del Cancro in Italia 2018. Male al Sud. Ugl medici: urgono interventi di politica sanitaria

Non si arresta l'incremento di malattie dovuto al cancro in Italia. I dati delle aspettative di sopravvivenza sono incoraggianti perchè risultano pari o superiori alla media europea ma, quello che rammarica è la discriminante territoriale: dati disomogenei al Sud per l'accesso ai programmi di diagnosi precoce e per cure di qualità.

E' stato presentato oggi al Ministero della Salute, il nuovo volume "I numeri del cancro in Italia 2018". Il censimento ufficiale redatto dall’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica),  dall’Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), e da Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) che evidenzia 373.300 nuovi casi di tumore (194.800 uomini e 178.500 donne), con aumento in termini assoluti di 4.300 diagnosi in più rispetto al 2017.

Il  tumore più frequente in Italia è diventato quello della mammella: nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi (erano 51.000 nel 2017). Seguono il cancro del colon-retto 51.300 ( erano 53.000 nel 2017), che lo scorso anno era il più diagnosticato e del polmone 41.500 (erano 41.800 nel 2017).
Quasi 3 milioni e quattrocentomila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia  (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell’intera popolazione: un dato in costante aumento.
Oggi in Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Il nostro Paese, se valutato nel complesso, presenta un quadro di sopravvivenza pari o superiore alla media europea ma, scendendo nel dettaglio regionale, la residenza diventa un determinante prognostico importante che indica una disomogeneità nell’accesso a programmi di diagnosi precoce e a cure di alta qualità, con una discriminazione dei cittadini del Meridione purtroppo ancora presente, sebbene la tendenza sia in miglioramento rispetto al passato.
Il segretario nazionale dell'Unione Generale Lavoratori Medici  (Ugl Medici) Pierluigi Franco non nasconde l'amarezza ma non si sorprende: "di nuovo viene confermata la coesistenza di Sanità più velocità in Italia – dichiara  il dr. Franco – la rete oncologica nazionale, nonostante l'enorme sforzo dei colleghi medici, risulta ancora insoddisfacente.

Liste di attesa troppo lunghe, screening oncologici che non sono una costante, l’ancora insoddisfacente rispetto dei Lea, tutto questo incrementa il fenomeno della migrazione sanitaria verso regioni virtuose e rende ancora più forte la necessità di un deciso intervento nel settore Sanità da parte del Governo: spesa  attuale rivista al fine di ridurre maggiore spesa futura generata dall'incremento del tasso di incidenza di  carcinomi ad uno stadio più avanzato  e del relativo aumento della mortalita".

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