• 14 Dec 2019

Ricerca sul cancro: dall'Università di Ginevra un nuovo modello di vaccino antitumorale

MagazineMedicina e Salute

img

13

Jun

Ricerca sul cancro: dall'Università di Ginevra un nuovo modello di vaccino antitumorale

Per combattere il cancro, i ricercatori ricorrono sempre più spesso a vaccini che stimolano il sistema immunitario a identificare e distruggere le cellule tumorali. La risposta immunitaria desiderata non è però sempre garantita. Al fine di rafforzare l'efficacia dei vaccini sul sistema immunitario - e in particolare sui linfociti T, specializzati nella rilevazione di cellule tumorali - i ricercatori delle università di Ginevra (UNIGE), Friburgo (UNIFR), Monaco di Baviera e Bayreuth, in collaborazione con la società tedesca AMSilk, hanno sviluppato delle microcapsule di seta di ragno in grado di immettere il vaccino direttamente nel cuore delle cellule immunitarie. Questo processo, descritto in una pubblicazione apparsa sulla rivista Biomaterials, costituisce un passo importante per giungere alla produzione di vaccini altamente resistenti alle condizioni di conservazione più estreme.

"Per sviluppare farmaci immunoterapici efficaci contro il cancro, è essenziale generare una risposta significativa dei linfociti T", afferma la professoressa Carole Bourquin, specialista in immunoterapia antitumorale presso la Facoltà di Medicina e Scienze dell'UNIGE, che ha diretto il lavoro di ricerca. "Poiché gli attuali vaccini esercitano solo un'azione limitata sulle cellule T, è fondamentale sviluppare altre procedure di vaccinazione per superare questo problema".

Gli scienziati hanno utilizzato biopolimeri sintetici in seta di ragno, un materiale leggero, biocompatibile e non tossico, che è altamente resistente alla degradazione della luce e del calore. "Abbiamo ricreato questa speciale seta in laboratorio per inserire un peptide con proprietà di vaccino", spiega Thomas Scheibel, specialista mondiale nello studio della seta di ragno presso l'Università di Bayreuth. "Le catene proteiche risultanti vengono quindi salate per formare microparticelle iniettabili."

Le microparticelle di seta formano una capsula di trasporto che protegge il peptide del vaccino dalla rapida degradazione e consegna il peptide al centro delle cellule dei linfonodi, aumentando così notevolmente le risposte immunitarie dei linfociti T. "Il nostro studio ha dimostrato la validità della nostra tecnica", rivela Carole Bourquin. "Abbiamo dimostrato l'efficacia di una nuova strategia di vaccinazione estremamente stabile, facile da produrre e facilmente personalizzabile".

Le particelle di biopolimeri di seta sintetica dimostrano un'elevata resistenza al calore, resistendo a più di 100 ° C per diverse ore. In teoria, questo processo renderebbe possibile sviluppare vaccini che non richiedono adiuvanti e catene del freddo. Un vantaggio innegabile, specialmente nei paesi in via di sviluppo dove una delle grandi difficoltà è la conservazione dei vaccini. Uno dei limiti di questo processo, tuttavia, è la dimensione delle microparticelle: mentre il concetto è in linea di principio applicabile a qualsiasi peptide, che è abbastanza piccolo da essere incorporato nelle proteine ​​della seta, sono necessarie ulteriori ricerche per vedere se è anche possibile incorporare gli antigeni più grandi usati nei vaccini standard, specialmente contro le malattie virali.

Continua a Leggere