• 19 Nov 2019

Ugl: “Anestesisti rianimatori, regione assume idonei e non vincitori di concorso: manovra elettorale?”

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Ugl: “Anestesisti rianimatori, regione assume idonei e non vincitori di concorso: manovra elettorale?”

E’ dello scorso 30 maggio una nota a firma congiunta dell’assessore regionale Baldo Gucciardi e del dirigente generale del dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato della salute della Regione siciliana, Ignazio Tozzo, con la quale si autorizzano i direttori generali ed i commissari straordinari delle aziende sanitarie provinciali, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie, a dare corso alle assunzione in servizio a tempo indeterminato di idonei (quindi non vincitori), collocati nelle graduatorie dei concorso già espletati, di 87 dirigenti medici di anestesia e rianimazione.

Un atto, quello che a quanto pare è maturato dopo il visto del tavolo tecnico congiunto tra i ministeri dell’economia e della salute (che, a seguito della verifica degli adempimenti Lea, hanno dato risposta positiva all’ente regionale), che il coordinatore nazionale del settore docenza e dirigenza della Ugl università Raffaele Lanteri, unitamente ai segretari regionali di Ugl medici e sanità, Aurelio Guglielmino e Carmelo Urzì, bolla come una sonora beffa per tutti i precari e per i cittadini.

“E’ un atto discriminante, la conferma che la legge non è mai uguale per tutti e certamente non un gesto di buon senso. Dopo aver letto la prima frase, infatti,- dichiarano –  ci eravamo illusi che il lungo calvario di tanti lavoratori fosse giunto a conclusione al fine di provvedere anche alla messa in sicurezza degli ospedali ed invece, con un capolavoro di “economia sanitaria”, si ritorna all’amara realtà in cui si privilegia soltanto una parte del grande bacino afferente al precariato sanitario, dove peraltro non vi sono vincitori di concorso, lasciando fuori peraltro chi realmente è il vero primo filtro dell’urgenza come gli operatori dei pronto soccorso. Lo scorrimento di una graduatoria, tra l’altro, potrebbe provocare un incremento di spesa ed una modifica degli atti programmatici aziendali in quanto molti dei dirigenti in fieri non sono in atto incardinati nell’azienda in cui si trovano in classifica”.

“Sembra un particolare di secondo piano – aggiungono gli esponenti Ugl – ma sarebbe utile verificare se ciò consentirà l’attuazione dei crono programmi relativi alle assunzioni o, come in effetti temiamo, andrebbe a squilibrare i conti economici provocando caos e la necessità di ricominciare l’iter (deja vu?). Allora ci troviamo di fronte al dilemma: ma se si parla di rete, dunque la rete ospedaliera è stata definitivamente approvata? Se si, non comprendiamo perché non si sia dato luogo all’immissione dei vincitori di concorsi e degli idonei utilmente collocati, se no, ci chiediamo come sia stata stabilità la priorità ed il reale fabbisogno”.

“Ed ancora,- proseguono –  la rete ed il fabbisogno sono stati concordati con i rettori delle Università siciliane come da protocollo d’intesa? Tanti interrogativi e più di una perplessità, ma la più preoccupante è che, queste pseudo soluzioni continuano a non risolvere alcun problema, poiché nell’area dell’emergenza urgenza non c’è bisogno soltanto di rianimatori ma di numerose figure, come gli operatori del pronto soccorso e delle Uoc che supportano le urgenze. Unità dove l’ormai cronica carenza di personale continua a creare, come abbiamo più volte denunciato, situazioni di grave pericolo per gli operatori e gli utenti, con relativo intervento delle forze dell’ordine per sedare gli animi!”

“Temiamo – concludono Lanteri, Guglielmino e Urzì – che dietro questa volontà di avviare le assunzioni si celi la solita manovra pre-elettorale, pronta a dissolversi subito dopo il voto con il consueto “tutto da rifare”. Prendiamo quindi atto di queste grandi manovre, a pochi mesi dal cambio di legislatura in Regione, con la certezza che staremo costantemente a vigilare affinché tutto si svolga nei modi più corretti e che vengano rispettati i diritti di tutti i lavoratori.”

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