• 22 Mar 2019

UGL Medici: la Mattanza del 118 tra Napoli e Caserta

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UGL Medici: la Mattanza del 118 tra Napoli e Caserta

 

UGL Medici: la Mattanza del 118 tra Napoli e Caserta

 

Ancora una volta ci svegliamo ascoltando il grido di allarme che arriva non più dal popolo, ma da una particolare categoria di lavoratori che al di là di qualsiasi considerazione di routine deve, per forza maggiore, esprimersi in tutta la sua professionalità poiché ha davanti una sola opzione: cercare di far vivere!

Questi uomini, queste donne, questi operatori dovrebbero ogni giorno ricevere una medaglia, un complimento, magari un Vitalizio, invece in Campania e particolarmente a Napoli e nel Casertano, un giorno sì e l’altro pure vengono aggrediti, com’è capitato ancora una volta ieri in due diverse località.

Mercoledì 6 marzo a Caserta si è tenuta la Tavola Rotonda "118 Caserta, Luci & Ombre" a cui hanno partecipato i massimi dirigenti del 118 Casertano; si è discusso con i presenti, chiacchierato, sono state presentate proposte per migliorare il Servizio. Tutto bene. Tutto ottimo, ma non si è parlato dell’argomento più importante: la vita. La vita degli operatori, la vita dei pazienti, la vita sociale e sanitaria della popolazione di queste terre forse maledette, ma comunque e sempre terre di conquistatori.

Sarebbe facile gridare subito alla “TOLLERANZA ZERO” o all’“ESERCITO SULL’ AUTOAMBULANZA”, MA È CORRETTO CREDERE CHE QUESTI PROVVEDIMENTI POSSANO SALVARE VITE UMANE E PORRE FINE ALLA VIOLENZA CHE AUMENTA OGNI GIORNO?

Queste popolazioni sono quelle che hanno visto chiudere, in un solo anno, gli ospedali territoriali di riferimento in cambio al momento di nulla. Sono quelle che hanno visto aumentare il prezzo del ticket sui farmaci salvavita e nello stesso tempo diminuire il proprio potere di acquisto o perdere il posto di lavoro. Queste popolazioni sono quelle che non possono più effettuare i controlli medici di routine perchè in Campania sono finiti i fondi per le convenzioni esterne.

Queste popolazioni sono quelle che quando hanno una persona disabile in famiglia non sanno a chi rivolgersi per ricevere l'assistenza necessaria. È logico e quasi naturale che sfoghino tutto questo sul simbolo sanitario paradossalmente a loro più vicino: IL 118, LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE, I MEDICI DI GUARDIA MEDICA.

È una questione di soldi o meglio di fondi? Può darsi, ma allora come mai da circa 20 anni non si comprano più autoambulanze nuove per il 118 e ci si affida invece a cooperative esterne per la modica cifra di 12.000 euro al mese? Come mai la manutenzione meccanica dei mezzi di soccorso è affidata a un servizio esterno, mentre ci sono dipendenti che vengono pagati proprio per svolgere queste mansioni? Come mai da 178 medici del 118 siamo arrivati a 48 circa in servizio attivo? Gli altri dove sono?

ANCHE NOI DELL’ UGL MEDICI INVOCHIAMO COME GLI ALTRI SINDACATI, SPECIALMENTE I LOCALI, L’INTERVENTO DELL’ESERCITO E DELLA MAGISTRATURA, MA NON ALL’INTERNO DEGLI AMBULATORI DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE O A BORDO DEI VEICOLI D’EMERGENZA, BENSÌ NELLE ASL, NEGLI UFFICI DELLA REGIONE CAMPANIA E A BREVE, SE NON INTERVIENE PRESTO PER INDIVIDUARE CHI DI TUTTO QUESTO È IL RESPONSABILE, ANCHE PRESSO IL MINISTERO DELLA SANITA’.

È forte tutto questo… è vero. Ma la vita dei medici e quella dei cittadini sono molto più importanti di una qualsiasi denuncia.

 

UGL Medici Caserta

Luciano GENTILE

 

 

 

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